il caso

Dopo l’energia anche l’acqua. E ora si rischia il «caro gelato» <br/>

Già l’estate scorsa il prezzo di coni e coppette era salito. Ipotesi di nuovi ritocchi. Savoia: «Bolletta idrica da 2.200 euro al mese, più 30 per cento. Non ho ancora messo mano ai listini, ma sarebbe più che giustificato»
Gelati da Savoia, la storica gelateria di via Roma (Marchiori)
Gelati da Savoia, la storica gelateria di via Roma (Marchiori)
Gelati da Savoia, la storica gelateria di via Roma (Marchiori)
Gelati da Savoia, la storica gelateria di via Roma (Marchiori)

Zucchero... salato, con un costo che in meno di un anno è passato da 95 centesimi al chilo a 1 euro e 60. Un’enormità per chi, come i gelatai, ne consuma oltre due quintali a settimana. Ma anche il latte, altro ingrediente base di molti gusti, è raddoppiato da 0.50 a 1 euro al litro, per non parlare dell’energia elettrica e di altre materie prime, come la frutta fresca. E ora è anche cara acqua.

Acqua sempre più cara

Non solo per i costi che anche qui stanno lievitando ma perché, oggi più che in passato, rappresenta un bene da centellinare. E che potrebbe non essere più così a portata. L’ipotesi di razionamenti, per ora, è ancora remota. Tuttavia già spaventa. E preoccupa anche settori che ne sembrerebbero estranei o comunque toccati di riflesso, come appunto le gelaterie.

I rincari di cui sopra, tra ingredienti e costi in bolletta, ha già portato molti artigiani a ritoccare i prezzi. La scorsa estate, rinfrescare il palato con una pallina di buon gelato costava più che negli anni scorsi. Ora l’aumento del costo dell’acqua non ha, per lo più, ancora avuto riflessi su coni e coppette, tuttavia potrebbe averlo nel prossimo futuro, mentre l’ipotesi più temuta dagli addetti ai lavori rappresenta un’interruzione o comunque una diminuzione forzata della mole di lavoro. E non certo per mancanza di richieste, già in aumento rispetto alle scorse settimane complici i pomeriggi assolati.

Raffreddamento a rischio in caso di razionamento

«L’ipotesi di un razionamento dell’acqua mi spaventa molto. I nostri impianti di raffreddamento vanno ad acqua, ne abbiamo nove grandi. Le bollette sono già aumentate: spendiamo solo di acqua 2.200euro al mese circa, un rincaro di circa il 30 per cento», spiega Marco Savoia, titolare dell’omonima, storica gelateria di via Roma.

«Non ho ancora messo mano ai listini: un gelato due gusti lo vendo a 3 euro, metterlo a 3.50 o 4 sarebbe difficile da spiegare al cliente anche se, numeri alla mano, più che giustificato. Siamo in una ottima posizione e il lavoro per fortuna non manca. Ho preferito erodere il guadagno ma la situazione complessiva ora preoccupa», aggiunge Savoia.

Caro bollette

«Avendo attività super energivore, il caro bollette ci ha messo in ginocchio tanto che siamo stati costretti a ritoccare i prezzi sia l’anno scorso che quest’anno. Tra l’altro, una leggera percentuale in più che però mi è pesata molto, non si vorrebbe mai andare a incidere sul costo del cliente ma è stato necessario. Da neanche 7mila euro annui di bollette siamo arrivati a oltre 11mila», riassume Giovanna Bonazzi, titolare de La Parona del Gelato, in piazza del Porto a Parona. Qui un cono con una spatolata – più di una pallina, oltre 100 grammi di gelato – costa 1.20 euro mentre due 3.20. «Al problema dell’acqua ancora non avevamo pensato e ci auguriamo rimanga solo teorico, anche i nostri impianti hanno un raffreddamento ad acqua», aggiunge Bonazzi. «Oltre il 10 per cento per il prodotto finito. E così anche quest’anno ho dovuto mettere mano al listino: per un gusto solo sempre due euro ma con il secondo 3.50. È necessario», conferma Teo Berardinelli, GelaTeo: presente con il suo carretto gelati a pedali in Borgo Trento e Borgo Venezia.

No agli sprechi

Ibridi, invece, acqua ed elettricità, le macchine utilizzate alla gelateria La Romana: gelati a portar via da 3 (piccolo) a 5 (grande) euro. «La politica aziendale impone un’attenzione certosina agli sprechi anche per far fronte ai rincari che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere: il listino delle uova, ad esempio, viene ritoccato ogni mese – ci concentriamo su questo, assumendoci i rischi d’impresa. I prezzi sono stati ritoccati lo scorso anno e fino al prossimo non si muoveranno», spiega Sandra, responsabile del negozio.

Acqua per il raffreddamento, oltre che per i gelati, anche alla Laguna Blu a San Zeno. «Ci si pensa poco ma ad incidere sono anche le confezioni. Biodegradabili o di cartone, sono aumentate anche quelle. È tutto un segno più», spiega Thomas. «La qualità però non si tocca: nel 2019 una pallina costava un euro e mezzo, ora siamo a 2 e non possiamo escludere che possa crescere».

Ilaria Noro