Scuola

Cresce il fronte per la riapertura: «Inaccettabile il trattamento riservato ai nostri ragazzi»

Scuola, la protesta a Verona
Scuola, la protesta a Verona
Scuola, protesta a Parona

"Basta Pc! Vogliamo la scuola vera". "Non tutte le mamme sono maestre". Ma anche: "Allarme adolescenti, sono diventati invisibili".

Da città a provincia, le manifestazioni che chiedono a gran voce la riapertura delle scuole e la fine della didattica a distanza continuano a moltiplicarsi, così come i disegni e i cartelli affissi ai cancelli sbarrati degli istituti di ogni ordine e grado. Dopo che molte scuole ieri hanno aperto simbolicamente le proprie porte, deserte, e la protesta a Cavaion di questa mattina, nel primo pomeriggio è toccato a una delegazione di genitori, rappresentanti e alunni delle scuole elementari e medie di Parona.

In attesa della mobilitazione fissata per domani alle 15 in piazza Bra, anche qui, sono stati affissi cartelli, disegni e slogan contro la serrata totale e il passaggio dall'insegnamento in presenza alla didattica a distanza. "Siamo preoccupate per i nostri figli. La chiusura di nidi, materne ed elementari ci ha gettato nel caos organizzativo e nell'impossibilità oggettiva di gestire sia l'istruzione dei bambini che il lavoro. Ma non dobbiamo dimenticarci dei ragazzi, a casa da ottobre", aggiunge Camilla, 3 figli tra cui una ragazza di 17 anni. "La presenza, pur parziale, delle scorse settimane li aveva fatti davvero rinascere, ora sono già regrediti. E' inaccettabile il trattamento che stiamo riservando ai nostri ragazzi. Se dopo Pasqua non si riprenderà con l'insegnamento in presenza, studieremo altre iniziative. Sono a causa da un anno ormai, non è più possibile attendere oltre". "I problemi sono anche pratici. Al mattino capita che siamo connessi contemporaneamente in quattro in casa e la linea non regge", aggiunge Giulia Ruzzenente. "Questo tipo di istruzione è tollerabile in caso di emergenza, per periodi molto limitati nel tempo. Dai più piccoli ai più grandi, è necessario tornare in classe ed è necessario farlo subito, già da lunedì 29. Tanto più che i dati sui contagi sono dalla parte delle scuole che hanno registrato pochissimi casi anche quando, nei mesi scorsi, il nostro territorio aveva numeri maggiori rispetto ad oggi", aggiunge un altro genitore.

 

 

Ilaria Noro