Volto sorridente, tante strette di mano, la disponibilità immediata di parlare di sè e dell’incidente che gli ha cambiato la vita. Alex Zanardi, pilota di Formula Uno rimasto mutilato delle gambe dopo uno spaventoso incidente in pista, s’è presentato alla Gran Guardia accompagnato dal sindaco Paolo Zanotto, che poi gli ha offerto un piccolo dono per la sua presenza a Verona, e dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Zanardi ha sottolineato il valore della responsabilità individuale nella guida di un veicolo, «dove basta un attimo di distrazione per imboccare una strada senza ritorno». Il pilota, diventato testimonial di tante campagne di sicurezza soprattutto nelle scuole ha ribadito la necessità di lavorare sulle coscienze degli utenti della strada, «per far collegare il cervello al piede ed evitare gli atteggiamenti stupidi da cui non si può tornare indietro».
È inutile andare a dire ai ragazzi «non correre, rispetta il codice». Piuttosto va fatto capire cosa comporta un atteggiamento superficiale al volante, cosa può succedere quando si considera la strada come un luogo dove tutto è lecito. «Io so quale dazio ho dovuto pagare per un incidente», ha detto Zanardi, «ma la mia vicenda è scaturita da un contesto particolare. Purtroppo questo accade anche sulle strade comuni. E molto più spesso di quanto non si possa immaginare. Me ne sono reso conto quando per la prima volta affrontai il centro di riabilitazione. Quando arrivai non riuscii a trovare parcheggio. Perchè c’erano decine di casi come il mio. È questo che tento di far capire ai ragazzi. Che basta poco per farsi molto male o per perdere la vita. Basta un momento di distrazione, magari per inviare un messaggino con il cellulare. Spesso, quando mi incontro con i giovani, chiedo che provino a immaginare cosa potrebbe accadere finendo a soli 50 chilometri l’ora contro un platano senza frenare. Uno spunto come un altro per farli riflettere sul valore dei propri comportamenti».
Il pilota ha ricordato che anche «il rispetto ignorante del Codice della strada serve a poco». È invece importante prevedere le situazioni di pericolo, ha aggiunto:«Quando mi vedo sorpassare in autostrada con la nebbia mi domando se chi è alla guida si rende conto che i rischi che sta correndo sono superiori a quelli che io affronto in pista». Zanardi si è detto d’accordo con i corsi di guida sicura, «per rendersi conto dei rischi» e sulle campagne informative, anche con l’utilizzo di audiovisivi, «per mostrare senza mezzi termini le conseguenze degli incidenti stradali».