L'addio al campione

Zanardi, quando Verona lo premiò "Campione nella vita, campione nello sport"

La cerimonia di consegna è avvenuta nel salone convegni di Unicredit davanti a un folto gruppo di studenti «Ce l’ho fatta, ma non sono il primo»
Zanardi, quando Verona lo premiò "Campione nella vita, campione nello sport"
Zanardi, quando Verona lo premiò "Campione nella vita, campione nello sport"
Zanardi, quando Verona lo premiò "Campione nella vita, campione nello sport"
Zanardi, quando Verona lo premiò "Campione nella vita, campione nello sport"

«Tre anni fa, prima dell'incidente, se vedevo qualcuno nelle mie condizioni pensavo: io mi toglierei di mezzo, mi sparerei un colpo. Invece sono qui, ce l'ho fatta e non sono un'eccezione». C'è silenzio in sala quando Alex, il campione, dice queste cose. Qualcuno abbozza un applauso e lui, pronto: «No, no, c'è chi ha fatto molto più di me. C'è chi non ha goduto della mia popolarità, dei riflettori puntati, dell'aiuto di tanta gente. Il premio lo meriterebbero loro».

Ripubblichiamo l'articolo uscito nel 2003 dedicato al premio assegnato a Zanardi dall'Ussi regionale

 

Parla Alessandro Zanardi, 37 anni compiuti ieri, il pilota bolognese che ha perduto le gambe il 15 settembre 2001 sull'ovale tedesco di Lausitzring. Racconta con gli occhi chiari Alex, trasmette le emozioni in diretta dal cuore. «Mica vero che senza gambe uno è finito. Ci sono energie nascoste che saltano fuori quando uno nemmeno se l'aspetta. Quest'anno sono tornato a correre. La Bmw mi ha chiesto di fare tutto il campionato europeo turismo 2004. Ci sto pensando. Ma c'è mio figlio Niccolò che mi reclama, che vuole fare la pizza con papà e io mi diverto un mondo insieme a lui, a sporcarmi le mani col pomodoro e la farina». Domenica Zanardi era a Monza. I ragazzi hanno aspettato ore per salutarlo. E quando dai box passava il campione in carica, loro, gli sportivi, nemmeno se ne accorgevano perché il campione della vita, quello vero, era solo lui, Alex Zanardi da Castel Maggiore.

Così ieri, nel salone gremito di studenti dell'Unicredit, l'Ussi, l'Unione stampa sportiva italiana, lo ha premiato come «Campione della vita, campione dello sport 2003», titolo che era già andato, in passato, a Clay Regazzoni, alla sciatrice Deborah Compagnoni e al portiere dell’Inter Francesco Toldo. «L'handicap mi ha aiutato», ha detto ai ragazzi, «perché ho scoperto una scala di valori molto diversa. Mi accorgo di più del sorriso della gente per strada, accetto con affetto le pacche sulle spalle e l'incoraggiamento che trovo ovunque vado. Insomma, sento che gli sportivi mi vogliono bene. E' un'accoglienza che mi dà carica, che mi aiuta ad essere migliore e mi spinge ad aprirmi di più senza mettere in imbarazzo chi mi viene incontro, magari solo per salutarmi. Non c'è il solito muro italiano, quello tirato su dall'handicap per difendersi, quello che fa un po' paura. Di me non hanno timore o diffidenza. Basta un sorriso per sciogliere l'imbarazzo. Perché la barriera più alta non è nei gradini, ma dentro la testa».

Mai avuto paura di non farcela? «Certo che l'ho provata, ma ho reagito, ho cambiato marcia, ho scalato e accelerato come si fa in salita quando arrivano i tornanti. Non credevo nemmeno io di avere dentro l'energia necessaria per riuscirci. Eppure oggi sono qui insieme a voi. Non mi sono mai chiuso in casa guardando il soffitto e dicendo a me stesso "Alessandro, è finita"».

Prima di lui, Alberto Nuvolari, presidente Ussi, aveva ricordato a centinaia di studenti le motivazioni del premio elogiando la sensibilità delle istituzioni e degli insegnanti. Francesco Benedetti, vicepresidente dell'Unicredit, ha ricordato i valori della solidarietà, condivisi dagli assessori allo sport del Comune, Luciano Guerrini, e della Provincia, Davide Bendinelli, che hanno ricordato la straordinaria prova di coraggio e riscatto del campione bolognese, dentro e fuori le piste. Poi i premi ai docenti e ai ragazzi. Le insegnanti Anna Duce dell'Aleardi e Laura Brunelli del Nani hanno avuto il riconoscimento per il maggior numero di elaborati presentati al concorso. Fra gli studenti, al primo posto del concorso giornalistico si è classificata Laura Magagnotti dell'Istituto Nani con «Un sogno ritrovato». Primo classificato nel concorso di grafica è risultato Niccolò Fracastoro del Liceo scientifico Aleardi con «Forza Alex, non mollare». E bisogna proprio dire che mai consiglio fu così ben riposto…

Danilo Castellarin