Protesta domenicale alle scuole Rodari di via Cipolla, a Verona. I genitori e bimbi hanno manifestato questa mattina - ultimo giorno in zona arancione - contro la chiusura delle scuole. I cartelli parlano chiaro: «Abbiamo rispettato tutte le regole, perché ci togliete la scuola?».
Grande il dissenso nei confronti di una misura che risulta punitiva nei confronti delle famiglie, in particolare quelle con figli più piccoli, tra i quali il contagio è risultato quasi nullo. Lo ha detto anche il sindaco di Verona, Federico Sboarina che ha definito «assurdo chiudere nidi e scuole dell'infanzia»
Anche genitori e piccoli allievi della scuola dell’infanzia comunale Monte Tesoro e della primaria Renato Simoni di San Michele Extra sono scesi in piazza, oggi pomeriggio, per manifestare il loro dissenso nei confronti della chiusura delle scuole per contenere la diffusione del coronavirus. «Vogliamo tornare a scuola», il grido lanciato da Grabdi e piccini, increduli che mesi di impegno e sacrifici per adattarsi alle nuove norme di distanziamento e sicurezza sanitaria non siano bastati per garantire la continuità del servizio educativo. «Tabacchi aperti, aperitivo da asporto e i bambini da zero a sei anni dimenticati! È una vergogna», sbottano mamme e papà. «Per noi la scuola è stato il luogo più sicuro in questi mesi, quello dove in assoluto i protocolli sono stati maggiormente rispettati - continuano. - Riteniamo un’ingiustizia che a pagare siano sempre i nostri bimbi». (Elisa Pasetto)
Virale poi una lettera aperta pubblicata da Alessandro Anderloni, regista ed attore veronese, che ha voluto dedicare un pensiero alla scuola, chiusa in ogni ordine e grado anche in Veneto con il passaggio a zona rossa.
I NUMERI
Sono 6,9 milioni gli studenti che da domani saranno costretti a seguire le lezioni in DAD: otto su dieci (81%) degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie. La scorsa settimana erano 5,7 milioni. Saranno quindi ulteriori 1,2 milioni gli alunni che dovranno rimanere a casa. L’incremento è concentrato soprattutto in tre Regioni: Lazio, Veneto e Piemonte.
Il quadro non è omogeneo sul territorio: il virus costringe a casa il 95% degli studenti del nord e meno di due su tre nel mezzogiorno. Al centro ci si attesta sulla media nazionale di 8 su 10. L’elaborazione la fornisce la rivista specializzata Tuttoscuola. Nello specifico dovrebbero essere dunque 6 milioni e 875mila (otto su 10) gli alunni di scuole statali e paritarie costretti a seguire le lezioni a distanza su un totale di 8milioni e 506mila.
In 16 Regioni su 20 da domani saranno chiuse quasi tutte le scuole. I dati comprendono anche oltre un milione di bambini di scuola dell’infanzia esclusi dalle attività educative in presenza a scuola. Nel calcolo Tuttoscuola ha tenuto conto della chiusura totale delle scuole in alcuni comuni delle regioni (es. Sicilia, Toscana, Umbria) che sono in zona arancione.
Le regioni più interessate da questa chiusura totale e con quantità notevoli di ragazzi a casa sono la Lombardia con 1.401.813 alunni in DAD, la Campania con 944.993, il Lazio con 821.329, il Veneto con 680.096, l’Emilia Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231. Si salvano da questa chiusura totale la Sicilia con 613.691 alunni a scuola, la Val d’Aosta con 15.552 in presenza e la Sardegna con 169.172 alunni; momentaneamente si salva anche la Calabria (dopo un ricorso al Tar) con 233.209.
I numeri che potrebbero aumentare se i governatori regionali delle zone ancora in arancione disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti (in quel caso si arriverebbe a 9 alunni su 10 in Dad). Per ora Toscana e Liguria, pur avendo un indice superiore già dalla scorsa settimana, mantengono più della metà degli studenti in classe. Complessivamente vi saranno 1,6 milioni (19%) di alunni in presenza a scuola e 6,9 (81%) in DAD, con la consueta alternanza del 50% (o fino al 75%) per gli studenti delle superiori nelle poche regioni in cui è consentito.
Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola 372.743 bambini delle scuole dell’infanzia (il 26,8%), 575.915 alunni della primaria (il 22,1%), 365.721 alunni della scuola secondaria di I grado (il 21,3%) e parzialmente in alternanza al 50% 298.156 studenti delle superiori (il 10,7%).