Stop ai «grupponi» di ciclisti sulla Gardesana? Sembrerebbe di sì, almeno sulla carta, con la bozza della riforma del codice della strada approvata l’altro giorno in Consiglio dei Ministri. La nuova normativa prevede che i ciclisti sportivi possano procedere in doppia fila fuori dai centri abitati, ma solo all'interno di gruppi composti da un massimo di 8 biciclette. Non solo: tra un gruppo e l'altro dovrà essere mantenuta una distanza di almeno 50 metri per facilitare i sorpassi da parte delle auto.
Il tema è caldo e dibattuto sulla riviera occidentale del lago di Garda, una delle strade più scenografiche e amate d'Italia dove spesso, soprattutto nei fine settimana, centinaia di ciclisti procedono su una statale stretta e tortuosa, senza corsie di emergenza, rendendo arduo il sorpasso e moltiplicando i rischi per tutti. Anche e soprattutto all’interno dei tunnel a nord di Gargnano. Basteranno le prossime normative ad attenuare almeno parzialmente i disagi?
«Non credo proprio - premette Roberto Visentini, professionista dal 1978 al 1990, vincitore del Giro d’Italia nel 1986, uno che in allenamento ha macinato migliaia di chilometri su queste strade -: ai miei tempi era molto diverso. Il traffico adesso è triplicato e sono aumentate le dimensioni delle auto in transito sulla gardesana, mentre la sede stradale è rimasta pressoché invariata. Per lavoro sono quotidianamente in transito sulla riviera e vedo gente che pedala in mezzo alla strada a volte facendosi anche i selfie. Da Salò verso nord del lago tutti suonano quando davanti si trovano gruppi di ciclisti composti da una ventina di persone, ma quasi sempre ci si deve rassegnare a viaggiare incolonnati».
Altra epoca rispetto a qualche decina di anni fa: «Allora avevamo la pila con la batteria legata alla bici col nastro adesivo - racconta - adesso invece nelle gallerie capita di trovarsi all’improvviso ciclisti sprovvisti di luci. Chi procede in gruppo invece, il primo di loro è con i fanali e l’ultimo con la gemma retrovisore, ma tanti nel mezzo non hanno niente in dotazione sulla bici. Non credo che le nuove norme potranno migliorare questa situazione, anzi: se due ciclisti procedono affiancati risulta difficile per una vettura superare, figurarsi per i furgoncini o i mezzi più grossi». Qualche sindaco (anche della sponda orientale del lago) aveva proposto mesi fa di limitare o vietare il traffico ciclistico nei tratti di Gardesana più congestionati, adottando provvedimenti restrittivi nei giorni di traffico da bollino rosso, parlando di «incontrollabile invasione delle due ruote».
Vietare le biciclette però significherebbe cancellare una pratica sportiva e turistica che porta valore economico all'intero comprensorio, punendo migliaia di ciclisti rispettosi delle regole per colpa dei comportamenti imprudenti di altri. «Anche cambiando le normative, alla fine chi li controlla? - chiede il sindaco di Gardone Riviera Adelio Zeni - Non credo si migliorerà la situazione».