La novità

Maxi gruppi di ciclisti «fuorilegge» Gardesana verso la stretta

La riforma del Codice della strada di cui è stata approvata la bozza prevede il passaggio di massimo otto biciclette insieme
Giro di vite per le due ruote Un gruppo di ciclisti sulla Gardesana
Giro di vite per le due ruote Un gruppo di ciclisti sulla Gardesana
Giro di vite per le due ruote Un gruppo di ciclisti sulla Gardesana
Giro di vite per le due ruote Un gruppo di ciclisti sulla Gardesana

Gruppi con un massimo di otto biciclette, anche in doppia fila, e cinquanta metri di distanza tra un raggruppamento e l'altro. È una delle modifiche, riservate ai ciclisti sportivi previste dalla riforma del Codice della strada che ha visto l'approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri. 
Uno scenario che si prospetta anche sulla Gardesana orientale, dove potrebbero diventare «fuorilegge» i maxi gruppi di ciclisti di associazioni sportive che frequentano assiduamente il lungo tratto che collega Peschiera a Malcesine. Il tema legato alla massiccia presenza di ciclisti sulla Sr249 rimane d'attualità e terreno di visioni diverse sulla gestione. E si accende il dibattito. 

Il giudizio più drastico arriva da Stefano Nicotra, sindaco di Torri: «Nei mesi estivi ai gruppi di ciclisti sportivi va vietata la circolazione sulla Gardesana. Metterei un divieto almeno dal primo giugno al 30 agosto. Mi sto già muovendo per formalizzare una richiesta ufficiale per garantire maggiore sicurezza», afferma.

«Io non ce l'ho con i ciclisti ma servono regole ancora più ferree rispetto alla riforma del Codice della strada. In estate il traffico sulla Sr249 è troppo elevato e i grupponi di ciclisti, spesso indisciplinati, aggravano la situazione. A Pai lo scorso agosto una moto ferma davanti alle strisce per far passare un pedone è stata tamponata da sei ciclisti e uno di questi è finito in ospedale. Purtroppo spesso gli appassionati della bici non rispettano le regole, passando ad esempio con il rosso al semaforo. Alle bici serve la targa». 

Dello stesso avviso Paolo Formaggioni, sindaco di Brenzone. «In alternativa potrebbe essere utile il QrCode o un altro strumento per identificare e multare chi, in sella alla bicicletta, infrange le regole. Credo che proporre gruppi con non più di tre ciclisti sia la soluzione più sensata, idea avanzata anche da alcuni sportivi e appassionati delle due ruote. È impensabile o quanto meno molto difficile pensare che i ciclisti delle associazioni sportive che si allenano sulla Gardesana si spostino sulla ciclovia. Servirebbe più buon senso». 

Su quest'ultima considerazione è d'accordo pure Giuseppe Benamati, alla guida del Comune di Malcesine che aggiunge: «Ben venga un codice più restrittivo, anche se la limitazione a otto ciclisti per gruppo rimane un palliativo, specie in zone molto critiche come le gallerie a nord di Navene. Servirebbe», aggiunge, «una soluzione intermedia: nel periodo estivo andrebbe limitato l'orario di percorrenza della Gardesana ai ciclisti sportivi nelle prime ore del mattino, fino alle 10 per esempio. Ma è indispensabile trovare un'unione d'intenti tra i Comuni, almeno della sponda veronese, e Veneto Strade». 

Daniele Bertasi, sindaco di Bardolino, afferma: «Il tema è cruciale. Prima di arrivare a iniziative forti, caldeggerei con vigore una riforma del Codice della strada che responsabilizzi maggiormente anche il ciclista, soprattutto quello sportivo. Le nuove regole proposte vanno nella giusta direzione ma non sono sufficienti: il turismo su due ruote e lo sport sono risorse preziose per il lago di Garda, ma la sicurezza stradale e la fluidità della circolazione devono venire prima e richiedono rispetto reciproco e senso di responsabilità da parte di tutti gli utenti della strada, soprattutto nel nostro contesto caratterizzato da arterie stradali trafficate e sottodimensionate». Anche a Lazise il primo cittadino,

Damiano Bergamini, ha una posizione moderata: «Non vieterei la circolazione ai ciclisti sportivi ma nei giorni da bollino nero obbligherei ad andare sulla ciclovia i ciclisti sportivi che potrebbero diventare un target interessante per la stagione invernale anche dal punto di vista turistico. Il compito dei sindaci è garantire la sicurezza». 

Emanuele Zanini