I funerali

In migliaia per l'addio a Zanardi, l'handbike sull'altare. Il figlio: «Non serve essere Alex per avere una vita meravigliosa»

Nella basilica di Santa Giustina a Padova i funerali celebrati da don Marco Pozza. Tra i presenti Gianni Morandi, Alberto Tomba, Bebe Vio e Julio Gonzalez
A sinistra la handbike del campione portata sull'altare e, a destra, l'abbraccio tra don Marco Pozza e la mamma di Alex Zanardi, la signora Anna (FOTO ANSA / NICOLA FOSSELLA)
A sinistra la handbike del campione portata sull'altare e, a destra, l'abbraccio tra don Marco Pozza e la mamma di Alex Zanardi, la signora Anna (FOTO ANSA / NICOLA FOSSELLA)
A sinistra la handbike del campione portata sull'altare e, a destra, l'abbraccio tra don Marco Pozza e la mamma di Alex Zanardi, la signora Anna (FOTO ANSA / NICOLA FOSSELLA)
A sinistra la handbike del campione portata sull'altare e, a destra, l'abbraccio tra don Marco Pozza e la mamma di Alex Zanardi, la signora Anna (FOTO ANSA / NICOLA FOSSELLA)

È arrivato alle ore 11 alla basilica di Santa Giustina di Padova il feretro con la bara bianca di Alex Zanardi per la celebrazione dei funerali.
 Ad accompagnare la bara la moglie Daniela e il figlio Niccolò, che hanno salutato con le mani giunte in segno di ringraziamento la piccola folla che si è assiepata fuori dalla basilica in Prato della Valle, sotto la pioggia. Dentro oltre 2.000 persone hanno riempito la chiesa sin dalle ore 9 di questa mattina. Sotto l'altare l'handbike dell'atleta bolognese, che normalmente è custodita al museo della Medicina poco distante.

Lungo applauso all'arrivo del feretro

All'arrivo del feretro in Prato della Valle è scattato un lungo applauso, ripetuto a più riprese in chiesa, dove la bara è stata preceduta da un lungo corteo aperto dagli atleti di Obiettivo3 -l'associazione che Zanardi ha creato per promuovere la handbike - e chiuso dai familiari di Zanardi. Toccante l'abbraccio sul sagrato tra don Marco Pozza e la mamma di Zanardi, la signora Anna.

Don Marco Pozza: «Zanardi siamo tutti noi se sapremo raccoglierne eredità»

«Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa». Lo ha detto don Marco Pozza, il parroco del carcere Due Palazzi di Padova, prima di celebrare il rito funebre. «Alex siamo tutti noi? Dipende, se oggi sapremo cogliere questa eredità e farla nostra oppure se oggi la vivremo come uno show», ha aggiunto il sacerdote vicentino.

L'omelia di don Marco Pozza

«Alex anche da morto continuerà a parlare di obiettivi», ha poi detto don Marco Pozza nell'omelia. «Mi dispiace per la morte, pensava di averlo bevuto ma neanche stavolta ha fatto bene i conti - ha detto il sacerdote vicentino -. Si è presa il corpo, ma l'anima le è sfuggita. In corsia di sorpasso è andata a infilarsi dentro la carne e le storie dei ragazzi di Obiettivo3». Don Pozza ha ricordato Zanardi come un uomo «che sapeva usare il congiuntivo, una porta aperta». E oggi «chi ama l'indicativo piange l'atleta, chi ha il coraggio di usare il congiuntivo rimpiange l'uomo e gli dice grazie». Ha infine immaginato così l'incontro tra Zanardi e Dio: «Guarderà in faccia il Signore e non saprà cosa dirgli. E lui gli dirà "Però, Zanardi da Castel Maggiore..."». Una citazione del titolo dell'autobiografia del campione bolognese.

Il figlio Niccolò: «Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa»

«Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi». Lo ha detto Niccolò, figlio di Alex Zanardi, al funerale del padre. «Quando si faceva il caffè e impastava la pizza, lo faceva sempre col sorriso - racconta -. E allora lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto, però quando la vedi con i tuoi occhi la capisci meglio: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione». 

I funerali conclusi con le note di Vecchioni e Guccini

Nella navata, all'uscita della bara, sono state diffuse le note di "Ti insegnerò a volare (Alex)", la canzone composta da Roberto Vecchioni e Francesco Guccini nel 2018 e dedicata al pilota e campione paralimpico.

Tra i presenti Alberto Tomba, Gianni Morandi, Bebe Vio e Julio González

Tra i presenti il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia, il cantante Gianni Morandi, Bebe Vio, che è arrivata assieme all'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Presente anche Julio González, che ha ricordato: «Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca».

Tra i primi ad arrivare, oltre ai ragazzi di Obiettivo3, il presidente della Fia Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier responsabile di Bmw Motosport quando il campione bolognese ebbe l'incidente nel 2001, Luca Pancalli già presidente del Comitato italiano paralimpico, Gian Carlo Minardi, l'atleta paralimpica Giusi Versace.  

Zaia: «Zanardi è stato sempre attento al bene»

«Era l'emblema della positività perché poi da quell'incidente del 2001 nel quale ha perso le gambe, poi c'è stata tutta una rimonta». A dirlo ricordando Alex Zanardi, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. «Un atleta che aveva anche un forte legame con il bene - aggiunge Zaia -, l'ultima volta che l'ho incontrato era per un'iniziativa benefica per fare dei pozzi e una scuola in Sud Sudan. Tanto per dire quanto legato era al nostro territorio, perché questa operazione era promossa da imprenditori veneti, dove era attento al sociale».